lunedì 3 ottobre 2011

mollo tutto e vado via



Una continua corsa al risultato e all’essere migliori, un’ansia che ci assilla anche quando andiamo a letto.
Ma chi ci ha portato a vivere così?
La nostra società competitiva in modo isterico.
A partire dalle scuole primarie dove nessuno può andare male, per poi passare alle Università che vogliono produrre vincitori con abilità fuori misura per poi arrivare al mondo del lavoro dove, ogni 12 mesi ci sediamo di fronte ai nostri superiori per discutere del nostro bonus annuale se ce lo meritiamo oppure no…
Mi rivolgo alla gente seria che lavora, che non pretende nulla da nessuno e non ai fancazzisti, veri e propri arrampicatori sociali…
Ma gli sforzi al giorno d’oggi vengono veramente valorizzati e non parlo solo in termini economici?
Ma secondo Voi, chi sta qualche gradino più in alto di noi è veramente in grado di valutarci, osservarci ma soprattutto insegnarci qualcosa al fine di migliorarci?
Malumori, malessere interiore ( superati solo  da chi ha un carattere forte) voglia di riscommettere su se stessi, difficoltà economiche e incertezza sul futuro, stanno aumentando le
FUGHE
“mollo tutto e me ne vado”
Determinazione e rischio che assale tutti dai 20enni ai 40 enni, ma la voglia di rimettersi in gioco autonomamente o dimostrando ad altri capacità che nel nostro paese non venivano apprezzate sono molto più forti.
Ebbene, casi di successo ci sono eccome…
L’aspetto che mi ha colpito di più tra 63 interviste fatte è che in tutti i casi la qualità della vita è migliorata, anche per quei nuclei familiari dove ci sono ancora le difficoltà ad arrivare a fine mese, ma il tutto viene vissuto senza stress ed ansie perché l’ambiente che li circonda è sereno. 
Non è un invito a scappare, ma a riflettere sul mondo “malato” in cui viviamo.  


Nei prossimi giorni riprenderemo a parlare anche di moda, commentando la fashion week parigina e presentando dei prufumi molto speciali.

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