giovedì 1 marzo 2012

Gianni Campagna: Il Sarto dei Vip

Gianni Campagna artista e maestro della grande sartoria italiana per le donne e gli uomini che esigono eleganza, eleganza assoluta, senza alcun compromesso.
A Milano, in Via Palestro, troviamo Palazzo Bernasconi ( ribatezzato Palazzo Campagna), uno dei più importanti immobili del centro, sede dell'atelier Campagna, tre piani di lusso e classe autentica, con un tocco siculo indiscutibile.
Originario di Roccalumera, un paesino vicino a Taormina, il Sarto dalle mani d'oro, comincio' a cucire a 10 anni (" mi ero innamorato della ragazza più ricca della scuola, arrivava con l'autista, era bellissima, a quel punto deciso che la mia unica chance era diventare ricco").
A 18 anni si trasferì nella nebbiosa Milano, bussò prima alla porta di Caraceni (miglior sarto degli anni 60) e poi a quella di Baratta ( confezionava i cappotti per Angelo Moratti e Jacqueline Kennedy), osservava, imparava e spiava l'arte del mestiere.
Oggi Gianni Campagna veste clienti illustri come Pierce Brosman, Jack Nicholson, Luca Cordero di Montezemolo, Diego Dalla Valle, Sharon Stone, oltre a suo marchio produce Domenico Caraceni (acquisito nel 1997) e Baratta, firma classica, che intende rilanciare nei prossimi tempi.
Chi entra in atelier  entra in un tempio lussuoso, il Maestro ti consiglia, ti fa scegliere, ti illustra i tessuti: una selezione dei migliori tessuti italiani ed inglesi: Super 180,200 e 250 di pura lana vergine, guanaco, vigogna, cashmere, quando ci si sente sicuri, perfetti, il Maestro ti cuce l'abito adosso.
Ho il piacere di conoscere il Signor Campagna da dieci anni, ma solo in quest'occasione ho deciso di incontrarlo appositamente per una breve intervista, ci siamo accomodati al terzo piano di Palazzo Campagna, panorama su Parco Montanelli, stanza tapezzata da innumerevoli foto e targhe al merito.


Ecco cosa ci ha raccontato:

FNB  -  Signor Campagna, come mai proprio il sarto?
GC  -  Avevo visto L'uomo che Sapeva Troppo e mi sono detto: voglio vestire i divi di Hollywood, le dive, soprattutto, spogliarle mi sembrava un mestiere interessante.

FNB  -  Lei siculo, per imparare a vestire i divi, è arrivato a Milano, come si è ambientato nella nebbia del nord?
GC   -  Mi sono trovato bene fin da subito, a mio agio, New York e Londra hanno imparato da Milano il bel vestire, il buon mangiare e l'opera. Sono ancora innamorato di Milano , anche se all'epoca era più bella, quando i portinai mi salutavano in milanese: uè terùn.

FNB  -  Com'è arrivato il successo?
GC    -  Ho lavorato molto, appena salito a Milano mi sono presentato da Caraceni, che era il migliore, bussai e dissi: dovete prendermi per forza. Di giorno lavoravo e la sera frequentavo la scuola di stilismo e modellismo, il Commendatore Carlo Secoli mi faceva pagare 10mila lire al mese, Caraceni me ne dava 9mila, così dall'una alle tre di notte tagliavo i vestiti per pagarmi gli studi. Poi sono stato da Baratta, ho girato tutte le migliori sartorie, negli anni mi sono comprato sia Caraceni che Baratta, l'allievo che compra il maestro.



FNB  -  Quando è diventato famoso?
GC    -  Nel 1966 ho ricevuto l'Ago d'Oro ed ho aperto una sartoria completamente mia in Corso Vercelli, il premio mi ha dato pubblicità, ero sommerso di lavoro, mi sono comprato la 124 Spider, al sabato andavo al Piper e la domenica all'Idroscalo.

FNB  -  Ci sarà mai un suo erede? Le piace trasferire la sua esperienza a chi l'affianca?
GC    -  Mio figlio Andrea ha lanciato, da due anni, la sua linea di giacche, linea piu' sportiva rispetto allo standard Campagna. Spero di trasmettere la mia arte, la mia passione ai miei nipoti, quando vengono in atelier mi seguono, mi fanno domande, vedo che c'è l'interesse di voler conoscere. Ai miei collaboratori insegno, è giusto trasmettere la propria esperienza a chi vuole fare il mestiere del sarto, l'importante, però, è che dimostrino di metterci passione.

FNB  -  Che cosa pensa dell'abito classico degli stilisti italiani?
GC    -  Dico solo che loro, per avere una abito di alta sartoria, devono venire da me.




FNB  -  Perchè secondo Lei gli stilisti italiani stanno diversificando così tanto il loro business in alberghi, complementi d'arredo, ecc?
GC    -  Perchè sono con l'acqua alla gola, ma loro hanno il nome e quindi c'e' chi li supporta.

FNB  -  Lei non ha un ufficio stampa, si occupa direttamente delle PR?
GC    -  E' vero, non ho ufficio stampa , voglio decidere tutto direttamente, a chi rivolgermi ed in che modo.



FNB  -  Qualche tempo fa abbiamo visto esposti nelle sue vetrine cartelli che dicevano che era in lutto. . . 
GC    -  Certo, ho scritto che eravamo in lutto perchè la gente è triste, lo stipendio non basta, perdono la casa ed il lavoro. Sono arrabbiato con la classe dirigente perchè parla tanto e non conclude nulla. Sono dei bravissimi showman, la verità è che lasciamo ai nostri figli un futuro incerto.


FNB  -  Bicicletta e canoa sono le sue passioni, so' che a causa di un infortunio non ha potuto continuare l'attività agonistica, ma continua a girare per Milano con la sua bicicletta e la sua coppola siciliana?
GC    -  Si, la bicicletta è una grande passione, l'infortunio non mi ha permesso di praticare sport come volevo, avevo il cuore che faceva 44 battiti al minuto, come Coppi, però continuo a pedalare in giro per Milano. . . con le piste ciclabili sarebbe decisamente meglio.



FNB  -  Signor Campagna grazie del suo tempo, attendiamo l'invito per la nuova presentazione.
GC    -  Grazie a Voi, contateci.

2 commenti:

  1. Complimenti, bellissimo post!!
    E' sempre bello ascoltare le parole dei veri "protagonisti" della moda!!!
    A presto!
    LA PETITE DAME

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  2. Se pagasse un decimo dei debiti che ha (me incluso) invece di andare in giro a vendere cineserie a prezzi esorbitanti...

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